Attraverso il Laboratorio Cartiera, coop. Abantu cerca di dare applicazione concreta a un modello produttivo in linea con i principi dell’economia civile ma anche della tranSìzione verso la circolarità, cioè che trasformi in opportunità le sfide ambientali, garantendo al contempo l’incluSìone di tutti, e in particolare delle persone migranti e disabili. Esse possono così essere parte di un circuito virtuoso e collaborativo che le porti a diventare non solo cittadini/e autonomi/e ma una risorsa per il benessere dell’intera comunità.
Con l’intento di combattere il rischio di esclusione sociale e di sfruttamento dei lavoratori, Cartiera si pone come obiettivo l’inserimento lavorativo di migranti, richiedenti asilo, inoccupati insistendo in un’area caratterizzata da forte spopolamento come quella dell’Appennino bolognese. Il progetto intende ridurre gli sprechi dell’industria dell’alta moda e dell’automotive in un’ottica di economia circolare, attraverso il recupero di pellame di alta qualità altrimenti destinato allo smaltimento, utilizzandolo nella produzione di accessori realizzati con tecniche artigiane.
Dalla sua apertura ad oggi, il laboratorio Cartiera ha contribuito a recuperare oltre 20 tonnellate di pelle altrimenti destinata allo smaltimento. Oltre alla componente ambientale, l’impatto del laboratorio Cartiera ha avuto delle ricadute poSìtive in ambito sociale: dalla sua apertura ad oggi, il laboratorio ha ospitato 21 tirocini formativi, mentre i/le beneficiari/e del progetto, ovvero persone richiedenti aSìlo, rifugiate e con disabilità attualmente contrattualizzate a tempo indeterminato sono 13 (5 artigiane e 8 artigiani).