BEST – Buone Esperienze di Sostenibilità dei Territori
Sono i territori, più delle dichiarazioni di principio, il vero banco di prova dello sviluppo sostenibile.
È nelle città, nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nelle comunità locali che gli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite si confrontano con la realtà, traducendosi in politiche pubbliche, progetti concreti e servizi capaci di incidere sulla vita quotidiana delle persone. Ogni buona pratica è un seme per il futuro!
BEST
Buone Esperienze di Sostenibilità dei Territori è uno spazio aperto per favorire il dialogo e la collaborazione tra tutti i costruttori di reti e di transizioni sostenibili nel Paese. L’ASviS intende rafforzare questa traiettoria contribuendo alla diffusione e alla replicabilità delle buone pratiche, innescando molteplici circoli virtuosi di sviluppo territoriale inclusivo, biodiverso e sostenibile.
Valorizzare e raccontare queste esperienze significa riconoscere il ruolo strategico dei territori come motore della transizione ecologica, sociale, economica e di governance. Significa anche mettere in rete conoscenze e competenze specifiche, favorendo la diffusione di soluzioni efficaci e l’apprendimento reciproco.
I promotori di buone pratiche sono soggetti pubblici e privati: imprese, Comuni, Regioni, associazioni, fondazioni ed enti del Terzo settore. Importante evidenziare che cresce costantemente il numero di progetti pubblico‑privati e di iniziative realizzate agendo in partnership e reti sempre più articolate, complesse e radicate.
Emergono modalità di azione e approcci particolarmente efficaci:
I 17 Goal e il quadro generale dell’Agenda 2030 si confermano strumenti fondamentali in contesti in rapido cambiamento, segnati da innovazioni tecnologiche, crisi climatiche e conflitti.
L’Agenda 2030 aiuta a mantenere una direzione strategica chiara, indica soluzioni strategiche, come dimostra per esempio il vantaggio competitivo molto significativo derivante da un maggiore ricorso a fonti rinnovabili capaci di abilitare transizioni verso un futuro condiviso e desiderabile.
Abbracciare la complessità con scienza e coscienza ovvero agire in rete, attraverso partnership, filiere o catene del valore estese, sono strategie vincenti per affrontare interconnessioni, tensioni e fenomeni dirompenti (guerre, inquinamento e perdite di biodiversità, innovazioni prorompenti, alluvioni, frane, …).
Emergono nuovi valori e modalità di azione, visibili e invisibili: fiducia, pensiero sistemico, ripristino delle biodiversità, giustizia intergenerazionale, gestione multilivello, pianificazione di lungo periodo, rendicontazione e gestione partecipata, inclusiva e generativa.
Cultura, arti e competenze per le transizioni e lo sviluppo sostenibile. Le espressioni artistiche (musica, disegno, teatro, danza, …) e la cultura diventano leve fondamentali per nutrire partecipazione, soprattutto tra i giovani.
Le realtà che implementano buone pratiche tendono a farle crescere e a sviluppare continuamente di nuove.
Nei territori in cui nascono buone pratiche vediamo l’Italia che desideriamo: un’Italia vivibile, dinamica, accogliente, inclusiva e bella.